Il centro nazionale per la sicurezza sociale ha effettuato recentemente delle ricerche approfondite per stabilire quali siano le differenze sostanziali tra i diversi tipi di giocatori d’azzardo. Al fine di tutelare nel modo più efficace possibile quei giocatori che si avvicinano al gambling in modo incontrollato, e prevenire atteggiamenti che possono finire col danneggiare l’individuo influendo in modo negativo sulla sua intera sfera di affetti e lavorativa, il CNSS del Regno Unito ha effettuato degli studi che hanno portato alla classificazione dei giocatori d’azzardo in quattro diverse categorie.
Prima di tutto è quindi importante notare come l’attuale classificazione sommaria, che divide i giocatori d’azzardo in giocatori con problemi e giocatori senza problemi, sia inadeguata e da rivedere. Secondo le ricerche effettuate infatti esistono giocatori periferici, appassionati di gioco d’azzardo, giocatori di professione, e giocatori compulsivi.
I giocatori periferici sono così definiti in quanto il gambling occupa nelle loro vite un aspetto estremamente marginale, l’atto stesso di scommettere, compiuto da parte loro, non è neppure da vedersi come un “giocare d’azzardo”, in quanto è limitato ad azioni isolate, in genere motivate dal desiderio di socializzare, o dal voler provare una nuova esperienza di gioco.
Gli appassionati di gioco d’azzardo giocano più frequentemente, ma non hanno problemi ad allontanarsi da questo che per loro è solo un piacevole modo per passare il tempo; differente è invece l’approccio al gioco da parte di coloro che lo considerano un modo per guadagnare, ed in genere essendo questo l’aspetto predominante, non scommettono in modo compulsivo, ma estremamente controllato e finalizzato alla concretizzazione di un guadagno.
Ci sono infine i giocatori d’azzardo che hanno seri problemi di dipendenza, per queste persone, definite giocatori compulsivi, il gioco è un “pensiero fisso”, incentrano buona parte della propria vita su questo aspetto, assegnandogli un posto di importanza predominante, e ciò implica nei casi più gravi dei problemi di convivenza con familiari ed altre persone vicine, nonché difficoltà ad applicarsi con efficacia in un’altra attività che non sia il gioco.



